Grazie alla premiata ditta Demolli, produttrice di accessori da cucina, e sponsor della nostra piccola trasferta a Milano, abbiamo potuto dare un’occhio da vicino alla più seguita fiera italiana di accessori per la casa, l’addobbo e la decorazione: il Macef. Non so cosa significhi e se sia un acronimo, ma dopo un paio di ore di visita, purtroppo per tutti, ci siamo rotti le scatole, sia quelle natalizie, che quelle pasquali…
L’area e la nuova architettura della fiera è molto accogliente (anche se cavolo, passare da un padiglione all’altro di inverno risulta un’operazione a dir poco fastidiosa) e il percorso da noi fatto all’interno dei padiglioni cucina e decorazione è stato comunque piacevole, ma non per la copiosità di idee e prodotti, ma per la loro assurrdità. In qualche modo il Macef ci ha affascinati per la sua normalità, e perchè evientemente ha accolto tutti, dall’artigiano produttore di torri di Pisa souvenir alla grossa industria plastica che troviamo nella grande distribuzione.
Il settore è sicuramente in crisi, anche a detta degli operatori in fiera. Il settore fieristico è sicuramente in calo, le aziende spendono sempre meno per gli stand (in Italia la spesa per lo stand è sempre comunque stata superiore alla media degli altri paesi) e i prodotti sono divenuti a poco a poco la copia di se stessi, come se per vendere a catalogo una novità con sicurezza di incasso, questa debba essere la versione rinnovata (e mai diversa) di quella precedente.
La vera novità per il settore è l’uso del silicone alimentare per oggetti e accessori da cucina. Passati per le morbide teglie a forma di fiore oggi arriviamo ai paraspruzzi, ruotando mattarelli gommosi, e spiaccicando coperchi a ventosa imparando ad usare una sfilza infinita di contenitori morbidi e ripiegabili, quasi come avessero un potere calmante, come se questo silicone funzionasse da antistress, oltre che da imbuto.
In generale, molto deludente, se non per un paio di aziende (suppongo distributrici, più che produttrici) di materiale natalizio. Un presepe ruotante a forma di albero di natale e una scena ambientata della morte di cristo sul golgota (con tanto di pulsante per attivare effetti sonori e di luce) hanno riattivato alcuni neuroni fino ad allora rimasti sopiti.
Il meglio del Macef, oltre che nel kitsch di lucette di natale da qualche terawatt e souvenir da regalo, probabilmente è nelle nuove tecnologie della robotica avanzata:
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